Giuseppe Pignatale
 Presenta:
 
 

 
IL TRIONFO DEGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA'

                   Le fonti alternative per produrre energia pulita, lavoro, rispettando l'ambiente.

Supersapiens.it

 
 Pensiero, Religione:
 LA BIBBIA
 La Bibbia, fondamenta in particolare della religione giudaica-cristiana e' il libro più letto in particolare dopo la scoperta della stampa. Le religioni, nate per regolare la vita dell'uomo, sono tutt'oggi causa di guerre. Occorrerebbe piu che mai che i capi spirituali si incontrassero per calmare gli animi, come già avviene, per porre le basi di un nuovo mondo....
Promozione Sviluppo Globale  BENESSERE

Google
 
Web www.supersapiens.it
  
  Pagine visitate:  contatore visite sito html
 APPROFONDIMENTI.

PAGINE IN ALLESTIMENTO

 


 E Iddio creò Adamo ed Eva. Cappella sistina. In realtà la vicenda biblica segna il passaggio dell'umanità da raccoglitori a stanziali: l'Uomo impara ad allevare gli animali, a coltivare le piante come il farro.


Sopra:Utnapishtim con la moglie.


A sinistra la vicenda biblica dell'Arca di Noè; in realtà nella civiltà sumerics un fatto simile è accaduto a Utnapishtim (che significa Giorno di vita) riportato nell'epopea di Gilgamesh.

   

La Bibbia (dal greco antico biblìa, che significa "libri") è il testo sacro della religione ebraica e di quella cristiana. È formata da libri differenti per origine, genere, composizione, lingua, datazione e stile letterario, scritti in un ampio lasso di tempo, preceduti da una tradizione orale più o meno lunga e comunque difficile da identificare, racchiusi in un canone stabilito a partire dai primi secoli della nostra era.
Diversamente dal Tanakh (Bibbia ebraica), il cristianesimo ha riconosciuto nel suo canone ulteriori libri suddividendo lo stesso in: Antico Testamento (o Vecchia Alleanza), i cui testi sono stati scritti prima del "ministero" di Gesù (Nuovo Testamento) che descrive l'avvento del Messia.
La parola "Testamento" presa singolarmente significa "patto", un'espressione utilizzata dai cristiani per indicare il patto stabilito da Dio con gli uomini per mezzo di Gesù e del suo insegnamento.

La critica biblica si interroga ormai da più di un secolo sulla datazione delle varie opere che compongono la Bibbia. Cristiano Grottanelli, riassumendo, fa presente che: "Oggi un certo consenso è raggiunto, ma chiaramente in via provvisoria, su alcuni punti. Mentre la scomposi- zione della Genesi e anche di altri libri o di parti di essi, in fonti di diverse età è sempre più problematica, sembrano resistere alcuni elementi acquisiti a partire dalle ricerche di biblisti tedeschi del secolo scorso, ma non senza modifiche e ripensamenti. Fra questi spiccano: la datazione in età monarchica di alcuni Salmi e di certi libri o parti di libri profetici; l'attribuzione a età relativamente tardiva (secondo molti nettamente post-esilica) di una redazione finale del Pentateuco; la visione unitaria dei libri narrativi detti "Profeti anteriori" come opera di una personalità o scuola detta "deuteronomistica" per i suoi rapporti di impostazione ideologica con il Deuteronomio, ultimo libro del Pentateuco; la datazione post-esilica, e certo successiva a quella deuteronomista, dei due libri delle Cronache. Tuttavia, anche questi punti fermi secondo la maggioranza degli studiosi sono posti oggi in discussione da alcuni studiosi che propongono date più basse, per esempio, per il Pentateuco, e collocano il Deuteronomio in età post-esilica con (ma in altri casi senza) un relativo abbassamento della fonte detta "deuteronomistica""

Il termine "Bibbia ebraica" è solitamente usato per indicare i testi sacri della religione ebraica, ma l'etimologia di Bibbia è greca e significa semplicemente, come si è visto, libri; il termine più frequentemente usato è tuttavia Tanakh, acronimo privo di significato nella lingua ebraica e formato dalle iniziali delle parti nelle quali vengono raggruppati i 39 libri:
" Torah (= Legge o anche Insegnamento; Pentateuco = 5 Testi in greco : Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio)
" Nebiìm (= Profeti) a loro volta divisi in profeti anteriori e posteriori (21 libri)
" Ketubim (= Scritti; Agiografi = scritti sacri in greco) 13 libri
Tutti i libri della Bibbia ebraica sono stati scritti in ebraico con alcune piccole parti in aramaico.
Nell'ambito dell'ebraismo antico alcune correnti, in particolare i sadducei, consideravano come sacra la sola Torah, i samaritani hanno mantenuto una posizione simile, considerando canonici solo la Torah e il Libro di Giosuè. Le antiche comunità ebraiche di lingua greca, oggi estinte, seguivano invece un canone più ampio dell'attuale canone ebraico, il cosiddetto Canone alessandrino, derivato dalla versione dei Settanta della Bibbia. Nel I secolo d.C. per l'ebraismo venne considerato come definitivo il Canone palestinese, più ristretto di quello alessandrino.

LA BIBBIA CRISTIANA.
"Tutte le Scritture sono state scritte per questo: perché l'uomo capisse quanto Dio lo ama e, capendolo, s'infiammasse d'amore verso di lui." (Sant'Agostino. De catechizandis rubidus 1,8) La Bibbia cristiana comprende l'Antico Testamento (46 libri) ed il Nuovo Testamento (27 libri), specifico cristiano, cioè la parte relativa a Gesù e alla nascente Chiesa apostolica. Le chiese protestanti, seppure con differenze a seconda dei periodi, escludono dall'Antico Testamento gli stessi libri esclusi dal Canone ebraico[5]. La Chiesa cattolica e quelle ortodosse seguono invece la Septuaginta (canone alessandrino, con alcune differenze), che comprende libri in origine scritti sia in ebraico che in greco. La Bibbia Protestante contiene complessivamente nove libri in meno di quella cattolica: Tobia, Giuditta, Maccabei 1 e 2, Sapienza, Siracide (chiamato anche Ecclesiastico), Baruc, 4 capitoli del Libro di Ester, 2 capitoli del Libro di Daniele. I libri che non appartengono al canone della Bibbia ebraica sono detti deuterocanonici dai cattolici mentre sono considerati apocrifi dai protestanti, i quali il più delle volte li inserivano come appendice a parte fra i due testamenti. Sono in libri dell'Antico Testamento scritti in lingua greca, ad eccezione del Siracide composto in ebraico. Anche per il Nuovo Testamento, scritto in greco (anche se forse l'evangelista Matteo compose il suo libro in ebraico o aramaico), in età antica vi erano state differenze fra le varie chiese sul numero dei libri da recepire come ispirati. In particolare erano sorti dubbi sulle epistole non attribuite a Paolo di Tarso e sull'Apocalisse. I libri controversi del Nuovo Testamento furono detti nell'antichità antilegomena.

L'indice della Bibbia cristiana cattolica e ortodossa non segue la cronologia dei testi, ma è divisa in quattro parti in base al contenuto: il Pentateuco (5 libri), i Libri Profetici (18 libri), Libri Storici (16 libri), Libri Sapienziali (7 libri), secondo il Canone Alessandrino. Il numero, l'ordine ed il titolo dei vari libri varia a seconda dei diversi canoni: canone ebraico o palestinese (39 libri) seguito da ebrei e protestanti; ed il canone greco o alessandrino (47 libri) seguito da Cristiani Cattolici ed Ortodossi. I libri contenuti al suo interno sono 46 e parlano del popolo ebraico, dei suoi padri, re e profeti. Ci sono anche testi appartenenti all'epoca ellenistica, prima della nascita di Gesù, tranne Sapienza ultimo libro della Bibbia (Antico Testamento) scritto nell'era cristiana all'inizio del I secolo d.C. (Fonte: La Bibbia Ed. san Paolo, 2009 - Pag. 1374). I Libri deuterocanonici non sono riconosciuti come ispirati e quindi appartenenti al canone dalle chiese protestanti e da alcune altre confessioni.

Lo stesso argomento in dettaglio: Nuovo Testamento.
Il Nuovo Testamento, facente parte della sola Bibbia cristiana, redatto originariamente in greco con numerosi semitismi, è composto dai quattro Vangeli : Matteo, Marco, Luca, Giovanni; dalle lettere apostoliche (21 libri), dagli Atti degli Apostoli (1 libro) e dall'Apocalisse (1 libro), per un totale di 27 scritti. Tra le diverse confessioni cristiane (cattolica, ortodossa, protestante) c'è un sostanziale accordo sul numero e l'ordine dei libri del Nuovo Testamento, con la sola differenza che per i luterani gli ultimi libri sono i deuterocanonici neotestamentari: Ebrei, Giacomo, Giuda e Apocalisse, separando Ebrei dal corpus paolino e Giacomo e Giuda dalle lettere cattoliche. Non è così invece per il Vecchio Testamento, dove la canonicità di alcuni libri non è riconosciuta dalle chiese protestanti e da alcune altre confessioni.

La Bibbia contiene generi letterari diversi fra loro. Non è casuale che la parola di origine (biblia) sia un plurale per indicare questa varietà di generi letterari. In precedenza la trasmissione degli avvenimenti era orale e rischiava di disperdersi. In particolare si intrecciano insieme due tradizioni orali, quelle del nord e del sud della Palestina; non è trascurabile neanche l'influenza delle culture orientali con cui vennero a contatto i primi scrittori in terra babilonese. I generi letterari presenti all'interno dei libri biblici possono essere ricondotti, con larghe approssimazioni, ai seguenti:
" genere storico: si tratta dei testi che forniscono descrizioni contestualizzate storicamente di persone o eventi. La effettiva attendibilità storica di tali narrazioni è variegata. Per esempio, i primi 11 capitoli della Genesi che descrivono la creazione del mondo fino ad Abramo (inizio II millennio a.C.) sono dalla maggioranza degli esegeti cristiani unanimemente interpretati come simbolici (racconto creazione, peccato originale, diluvio...). Anche nei romanzi ellenisti dei deuterocanonici Tobia e Giuditta oltre che per il canonico Ester la contestualizzazione storica funge solo da cornice per narrazioni con precisa finalità teologica, anche se sul libro di Ester non tutti sono concordi nell'esprimere tale giudizio. Al contrario, i libri che presentano intenti storici veri e propri (Samuele, Re,[senza fonte] Maccabei, le narrazioni evangeliche e Atti) forniscono informazioni che, nell'insieme, raramente risultano in contrasto con le fonti del tempo extra-bibliche. Per le storie dei patriarchi (Abramo, Isacco, Giacobbe-Israele, Giuseppe) contenute in Genesi, gli storici delle religioni sono oggi unanimemente d'accordo nel ritenerle delle pure finzioni narrative prive di alcun valore storiografico.
" genere legislativo: include i testi normativi in ambito sociale o religioso, particolarmente presenti all'interno della Torah (p.es. Levitico è un libro interamente legislativo).
" genere profetico: riguarda gli oracoli profetici, vale a dire esortazioni morali pronunciate da uomini che si presentavano come inviati di Dio. Tali esortazioni sono sempre rivolte a destinatari ben definiti (re, singoli individui, determinate comunità credenti, il popolo nel suo insieme) che, con la loro condotta, si sono allontanati dalla retta via. Anche le esortazioni (o parenesi) presenti nelle epistole neotestamentarie possono essere avvicinate al genere profetico. Vedi Profeta (ebraismo).
" genere apocalittico: include testi simbolici e razionalmente spesso incomprensibili aventi la finalità di mostrare il vittorioso e definitivo disegno di Dio sulla storia. Appaiono in periodo di forte incertezza della comunità credente, originata da persecuzioni politiche che potevano portare i fedeli a sentirsi abbandonati da Dio. I libri di Daniele e Apocalisse raccolgono la quasi totalità dei testi apocalittici. Circa Apocalisse in particolare, pertanto, essa non va vista come una descrizione di ciò che sarebbe dovuto accadere in un futuro remoto, ma come la rassicurazione alla Chiesa di allora, ferocemente perseguitata dall'imperatore romano Domiziano[senza fonte], che il Risorto avrebbe avuto l'ultima parola.

 Torna alla Homebase

 

Le religioni fonti di ordine o di regresso per l'Uomo?
Con la nascita delle primi civiltà, nacquero e si svilupparono le città e regni: l'uomo divenne stanziale, imparò ad allevare gli animali, coltivare le piante. Accadde poi che molte malattie, come la poliomelite, passarono dagli animali all'uomo.
L'uomo antico, era un grande osservatore, e, quando non si spiegava fenomeni spesso naturali, ne dava carattere divino. Le prime religioni erano politeiste, caratterizzate da un dio principale e da una infinità di dei: in Egitto, gli Egizi avevano un dio principale Ammon-Ra e una imfinità di dei e spesso ognuno avevano la duplice funzione di fare bene e male. In tutte le civiltà antiche ben presto la popolazione si suddivise in nobili, sacerdoti, guerrieri, uomini liberi e schiavi.
Leggendo la Bibbia, nelle loro migrazioni, gli Ebrei, con Abramo, passarono in Egitto in seguito alla carestia diffusasiin Canaan. Dagli Egizi appresero del sacro concetto di immortalità: e dagli scavi fatti in Palestina pare che gli Ebrei in origine avesse una moglie: successivamente la società ebraica divenne patriarcale in cui se una donna commetteva adulterio veniva lapidata.
Fondamentali sono stati i Dieci Comandamenti che Dio trasmise a Mosè sul Monte Sinai.
Una volta stanziatisi in Palestina, gli Ebrei chiesero ai loro profeti di essere retti da re che cn vicende alterne alla fine cacciarono con la forza le popolazioni che vivevano nella Palestina. Successivamente gli Ebrei si suddivisero in due regni: quello aggredito dagli Assiri, furono deportati e non tornarono più, poi il secondo, il regno di Giuda, fu distrutto dal re babilonese Nabucodonosor (cattività babilonese). Durante questo periodo gli Ebrei si strinsero attorno alla loro religione, alle loro credenze e usi: un qualsiasi popolo sconfitto avrebbe pensato che il loro dio era stato sconfitto e perdeva la sua identità: gli Ebrei invece sostenevano che il loro Dio non li aveva abbandonati ma puniti per qualche mancanza fatta, mantenendo nonostante molte avversità la loro identità tornando in buona parte dopo la conquista di Ciro in Palestina, 538 a.C. Nei secoli successivi la Palestina passò dai Persiani, alla conquista macedone e romana: sotto Roma, il grosso del popolo ebraico rimasero fedeli al lro credo e usanze e spesso in forye attrito con i Romani: questa situazione esplosiva portò a molte rivolte represse nel sangue e come riportato nei vangeli alla morte di nostro Signore Gesù, alle guerre giudaiche, alla diaspora sotto Tito e alla sostituzione del tempio giudaico con un tempio romano sotto Adriano.
Gli Ebrei sparsi nell'impero romano mantennero grazie alla loro religione e usanza la loro identità. Con Costantino e l'editto di Milano 315 d.C. il cristianesimo, dopo tante persecuzioni e sofferenze fu accettato e con Teodosio divenne religione di stato. Ne Medio Evo, e con le Crociate, in cui si sosteneva che non era peccato uccidere un infedele, ben presto anche gli Ebrei furono visti come diversi in particolare con la peste del 1348 nonostante le bolle papali che sostenevano che non avevano colpa di quanto avveniva. Con la riconquista della penisola iberica e la nascita di due stati Portogallo (stato voluto dai Templari) e la Spagna a danno dei Mori, ben presto molti ebrei furono condannati a morte e molti dopo la conquista di Costantinopoli nel 1453 ad opera di Maometto II trovarono rifugio li protetti dal sultano.
Nei secoli successivi, gli ebrei furono ghettizzati, come a Venezia, fino a raggiungere il massimo con l'avvento del nazismo in cui si ebbe un vero genocidio ebraico: 6 milioni di morti. Questo grave fatto avvenne dopo il genocidio armeno praticato dopo la prima guerra mondiale ad opera dell'esercito turco.
Tutt'oggi le minoranze religiose sono oggetto di violenza: in India ai danni dei cristiani in quanto le due religioni dominanti sono induista e musulmana.

Per un futuro certo dell'intera umanità occorre inculcare negli Uomini che il proprio Credo è una faccenda personale e che ogni Uomo, per poter esercitare i suoi diritti e doveri deve agire nella società in senso positivo, mettersi in gioco per produrre la ricchezza favorita da una sana politica.

 


" genere sapienziale: in tale ampia categoria vengono inclusi tutti i testi che non rientrano nelle precedenti. Include preghiere (p.es. Salmi), poemi erotici (p.es. Cantico dei cantici), lamentazioni (libro omonimo), meditazioni o proverbi sapienziali di vario genere (Ecclesiaste, Proverbi, Giobbe). La Bibbia costituisce anche una rappresentazione dei diversi aspetti anche delle conoscenze pratiche dei vari secoli. Espressione di una civiltà pastorale ed agricola contiene una rappresentazione della cultura agronomica dell'epoca:
Messaggio teologico
Risulta impossibile una delineazione univoca del messaggio teologico dei libri biblici. Da essi, infatti, hanno avuto origine un numero elevato di confessioni religiose e diramazioni settarie, ognuna delle quali fornisce una propria lettura e interpretazione del testo biblico. Cercando alcuni fondamentali concetti teologici comuni alle varie confessioni, si possono delineare tali nuclei attualmente largamente condivisi:
" Esiste un essere perfetto, puro spirito, non rappresentabile sotto alcuna forma, eterno, immutabile, onnipotente, onnisciente.
" Nell'Antico Testamento ovvero nelle scritture ebraiche, Dio, viene indicato principalmente, circa 7000 volte, col nome proprio YHWH-(probabilmente pronunciato Yahweh) oltre che con comune Dio (El o Elohim) e col nome comune Signore (Adonay), inoltre al Dio biblico sono applicati numerosi altri eccelsi appellativi: Altissimo, Eterno, Santo, Signore degli eserciti, Dio degli eserciti. Nell'Antico Testamento greco e nel Nuovo Testamento viene indicato coi nomi comuni Dio (Theos) e Signore (Kyrios). Peculiarità del Nuovo Testamento è la definizione di Dio come Padre.
" Dio ha creato liberamente e dal nulla l'universo e l'uomo, vertice della creazione, caratterizzati da una bontà originaria.
" A un certo punto della storia, l'uomo, dotato di libero arbitrio, scelse di essere indipendente da Dio e, con il peccato originale, perse la sua perfezione fino alla conseguente morte in uno stato peccaminoso.
" Dio stabilì immediatamente la 'speranza': un Seme perfetto che avrebbe annullato gli effetti di tale scelta ed equiparato la vita del primo uomo Adamo (1 Corinti 15,22). Ecco il perché dell'Alleanza con Abramo e la sua discendenza, il popolo d'Israele, in vista della salvezza dell'umanità, impegnandosi a sostenere lungo la storia il suo popolo ed esigendo il culto dedicato a lui solo. L'intervento di Dio è particolarmente evidente in alcuni eventi: liberazione dall'Egitto (Esodo, XIII secolo a.C.); conquista della Terra Promessa (XIII-XI secolo a.C.); dispersione delle 10 tribù idolatre del nord (VIII secolo a.C.); esilio a Babilonia e ritorno (VI secolo a.C.).
" Dio donò a Mosè la legge, insostituibile e immodificabile, consistente di 613 mitzvòt (precetti) e riassumibile nei dieci comandamenti, con la promessa di ricompensare chi ne obbedisce le prescrizioni e punirne i trasgressori.
" Il popolo d'Israele si allontanò ripetutamente dalla legge o la applicò in maniera esteriore e formale, e per questo fu punito e rimproverato da uomini chiamati in tal senso da Dio, i profeti.
" Dio invia infine, nel tempo prefissato, il Messia per la salvezza dell'umanità. La speranza.
La sua vita in sacrificio compensa quella persa dal primo uomo, Adamo, con il peccato originale. Il battesimo, è il riconoscimento nella propria vita dell'accettazione con fede di tale riscatto, e il condurre da quel momento in poi una vita di dedicazione a Dio.
" Alla fine dei tempi, Dio interviene negli affari umani per il ripristino delle condizioni originali esistenti prima del peccato e annullando il male e la morte. E con la risurrezione di tutti coloro che sono vissuti nelle varie epoche storiche. Per una risurrezione di 'vita' o di 'giudizio'. Il dono del libero arbitrio non può più rendere l'uomo totalmente indipendente da Dio: gli effetti negativi di tale scelta saranno stati evidenti fino ad allora. Ha così adempimento il 'Progetto' di Dio.

Nel Nuovo Testamento, accettato dai cristiani ma non dagli ebrei, le chiese di tradizione conciliare identificano altri concetti:
" Dio è Padre, Figlio e Spirito Santo. " Gesù, il Messia atteso (e per questo appellato come Cristo, parola greca che ha lo stesso significato), figlio di Dio incarnato, ha portato a perfetto intendimento la legge di Mosè, che è riassumibile nell'amore a Dio e nell'amore al prossimo.
" Per la sua morte e risurrezione, tutti coloro che credono in lui sono salvati e riconciliati con Dio.
"Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti sulla tua intelligenza; in tutti i tuoi passi pensa a lui ed egli appianerà i tuoi sentieri." (3:5-6)

Lettura e interpretazione
Lo stesso argomento in dettaglio: Ermeneutica biblica e Lettura e interpretazione della Bibbia.
La comprensione del significato della Bibbia, il modo in cui viene letta e la sua interpretazione, disciplina detta anche ermeneutica della Bibbia, è un fatto teologico, dipendente cioè dalle varie confessioni religiose. Differisce dall'esegesi in quanto questa consiste nell'estrarre il senso di una parte del testo, con l'aiuto di discipline come la filologia e la storia, mentre l'ermeneutica cerca di rendere il senso più ampio che l'autore del testo ha voluto dare anche in relazione al suo pubblico. Ad esempio nel Nuovo Testamento, e in particolare in Paolo di Tarso, si trova una nuova ermeneutica delle scritture sacre ebraiche.
Perciò la prima grande differenza nell'ermeneutica della Bibbia è quella fra ebrei e cristiani: sebbene ci sia una parziale affinità fra le due religioni (e certe forme di dialogo), dal momento che condividono una parte del canone delle scritture, esse hanno sviluppato diverse tradizioni di fede e quindi diversi metodi interpretativi ed ermeneutici.
 
 
00