Giuseppe Pignatale
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INSTANBUL.

Instanbul, antica Costantinopoli, posta nella Tracia europea, è una città da visitare perchè presenta molti monumenti (Topkapi, Moschee, ......), per le sua attività commerciali( i bazar) e le sue attrattive turistiche: danza del ventre, banda dei giannizzeri.....

 
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Instanbul (Costantinopoli, l'antica Bisanzio) fu la città capitale dell'Impero Romano (330-395), dell'Impero Romano d'Oriente (Impero Bizantino) (395-1204 e 1261-1453), dell'Impero Latino (1204-1261) e dell'Impero Ottomano (1453-1922). Instanbul è stata anche dichiarata una delle capitali europee della cultura per il 2010. Sin dal 1985, i quartieri storici di Instanbul fanno parte della lista UNESCO dei patrimoni dell'umanità. Instanbul è l'antica capitale della Turchia: quella attuale è Ankara, che si trova in Anatolia.
Antica colonia greca, col nome di Bisanzio, è ricca di antichi monumenti, risalenti al periodo romano, bizantino e turco. Tra i monumenti ricordiamo Santa Sofia, le molteplici moschee, TopKapi (fortezza del sultano). La popolazione è discendente dai turchi ottomani (da Otman) e dai greci (bizantini). Interessante è un antica ed enorme cisterna che riforniva la città.
Come spettacoli ricordiamo quello della banda dei giannizzeri e le danzatrici del ventre.
Nella penisola anatolica sono da visitare Ankara, la capitale, la Cappadocia, avente resti bizantini ricavati nella roccia, e, infine le spiaggie del Mediterraneo.
 INFORMAZIONI GENERALI.
 La cucina turca è a base di yogurt e insalate ma in città sono attive i Mac Donald.
 La moneta utilizzata è la lira turca.
 Si arriva agevolmente via aereo all'aeroporto di Instanbul.
 Mezzi di collegamento (taxi) economici.

 
Sotto: Il Palazzo del Topkapi (1478) fu la residenza principale dei sultani ottomani fino al 19° secolo, quando il Palazzo Dolmabahçe, di stile eclettico (barocco, rococò e neoclassico) è diventato la nuova sede.

 

Le mura teodosiane. All’imperatore Teodosio II (408-450) si deve la cinta muraria più ampia che chiudeva la città fondata verso il 660 a.C. da coloni dori di Megara. Dopo aver acquistato subito notevole importanza commerciale e industriale, Bisanzio cade alla fine del secolo VI sotto la dominazione persiana. Nel secolo seguente partecipa

   Mura di Teodosio.

all’insurrezione ionica (499) per ripiombare presto sotto i Persiani. Liberata da Pausania (478), si ribella poi ad Atene ed è presa da Alcibiade (408). Durante le lotte dei Diadochi (secolo IV) si mantiene indipendente, poi diventa alleata fedele e rimunerata dei Romani. Nel 194 d.C. è distrutta da Settimio Severo, che subito la ricostruisce circondandola di mura. Semidistrutta da Licinio nel 323, è conquistata nello stesso anno da Costantino, che la munisce di mura più estese e ne fa la splendida capitale dell’impero (330), chiamandola ‘Nuova Roma, figlia maggiore e diletta dell’antica’. I Crociati della quarta Crociata l’occupano nel 1203 e vi fondano l’impero latino di Costantinopoli (1204-1261): primo imperatore Baldovino di Fiandra. Ricuperata dall’imperatore bizantino Michele VIII Paleologo, è conquistata nel 1453 da Maometto II. Resta, col nome di Istanbul, capitale dell’impero ottomano fino al 1923. La repubblica turca fissa ad Ankara la nuova capitale.

Topkapi (turco Topkapi, letteralmente "Porta del Cannone" (sul Promontorio del Serraglio, ovvero Sarayburnu, tra il Corno d'Oro e il Mar di Marmara) è il nome di una porta del Serraglio (palazzo sultaniale) ottomano di Costantinopoli (oggi Istanbul), che tra il 1455 e il 1458 crebbe inglobando il sito dell'antico Palazzo imperiale bizantino che rispetto al Serraglio era peraltro di minor superficie.
La costruzione palaziale era protetta – come tante altre costruzioni dalle medesime destinazioni – da un muro di cinta, e l'accesso era garantito da varie porte, affidate ad appositi corpi armati di guardia.
Una di esse si affacciava nel punto in cui il Corno d'Oro si apre sul Mar di Marmara. Altre porte erano: La Porta della Pace (Bab ul-Se-lam),la Porta di Mezzo (Orta Kapi), la Porta della Maestà (Bab-iHumayun), la Porta delle Vetture (Araba Kapisi) e la Porta della Felicità (Babul-Sa‘adet).
Per una sorta di sineddoche architettonica, in cui una parte viene a descrivere il tutto, la Porta del Cannone identificò, a partire dal XVIII secolo, tutto il Palazzo del Sultano ottomano (Topkapi Sarayi)che, in età repubblicana, è stato destinato ad area museale.
Attualmente il palazzo è adibito a museo e contiene gli splendidi manufatti che formano il tesoro del sultano.

 Sopra: Ingresso del palazzo del Topkapi con una
 nota presenza.  Sotto: Topkapi: porta della felicità.


Sopra: veduta aerea della moschea blu.

LE MOSCHEE di ISTANBUL.

Tra le cinquecento e più moschee, che dirigono verso il cielo di Istanbul un migliaio di minareti, la Sultan Ahmet Camii è la principale, anche se non la più splendida.
Il primo posto per raffinata bellezza e magnificenza tocca alla moschea di Solimano I costruita da Sinan (1557), mentre quella di Beyazit (1505) è la moschea più antica ancora esistente. Come tutti i luoghi sacri dell’Islam destinati alla preghiera e all’istruzione religiosa, la moschea del Sultano Ahmet, eretta dal 1609 al 1616 e appartenente al periodo classico dell’arte ottomana (secoli XVI-XVII), si compone di minareti, atrio porticato e sala di preghiera.
I minareti, poligonali, sono sei, uno in meno di quelli della moschea della Mecca. L’atrio conta ventisei colonne di granito che sorreggono trenta cupolette, e presenta al centro una esagonale fontana delle abluzioni (sadirvan). Sulla grandiosa semplicità della sala della preghiera - un quadrato di 43 m. per lato - pende a 43 m. di altezza una cupola di 27 m. di diametro, sorretta con quattro semicupole da quattro pilastri scanalati di cinque metri di circonferenza. Il nome di Moschea blu deriva dalle sfumature verdi e blu delle prezio- se maioliche che tappezzano i muri della sala, sfumature che, alla luce filtrante attraverso le duecentosessanta

 
 
esterno
 
interno
 
cupola
SOPRA MOSCHEA BLU

SOTTO MOSCHEA SOLIMANO

finestre, si stendono anche sul marmo bianco di Marmara del mihrab e del mimber e sulla loggia del sultano.
Dalla Moschea blu solevano mettersi in viaggio per la Mecca le carovane sacre recanti i doni del sultano, e nel 1826 partì l’ordine di scioglimento del corpo dei Giannizzeri.

 

Sopra: veduta di Santa Sofia.


SANTA SOFIA


 

Eretta da Costantino e consacrata dal figlio Costanzo nel 360 alla Sapienza divina, Santa Sofia risale nella struttura attuale a Giustiniano, che volle farne la basilica cristiana più sontuosa del mondo. Squadre di diecimila operai lavorarono al comando degli architetti Artemio di Tralle (Aydin) e Isidoro di Mileto. Fu utilizzato materiale prezioso fatto venire da ogni parte dell’impero. Otto colonne di marmo verde provenivano da Efeso (dal ginnasio o dall’Artemisio?), otto colonne di porfido dal tempio di Giove Eliopolitano di Baalbek, altre colonne di granito dall’Egitto; mattoni leggerissimi erano stati cotti a Rodi. Allo sfavillio d’oro dei mosaici faceva riscontro l’oro massiccio della mensa dell’altare e l’argento dorato del trono patriarcale. Il giorno dell’inaugurazione (548), l’imperatore poteva ben esclamare: «Gloria a Dio che mi ha ritenuto degno di compiere quest’opera. Ti ho superato, o Salomone! ». A Santa Sofia furono celebrati il secondo il terzo e il quarto concilio ecumenico di Costantinopoli, in cui si ribadì la condanna di errori trinitari e cristologici (553), si definì l’esistenza di due volontà in Cristo (680-681) e si confermò il culto delle immagini (869-870). Ancora oggi mozza il fiato per le sue ardite linee architettoniche questa costruzione di m. 77 x 71, da cui si eleva a 55 m. la cupola dal diametro di m. 31. Gli otto grandi scudi circolari con i nomi, in arabo, di Allah, di Maometto e dei primi sei califfi, la nicchia del mihrab che si apre nell’abside in direzione della Mecca, il mimber o pulpito e la loggia del sultano, all’interno della basilica, cosi come i quattro minareti all’esterno, mostrano che Santa Sofia è stata moschea. Per quasi quattro secoli; finché nel 1923 Kemal Atatürk la trasformò in museo.

 
 esterno
 interno

 interno
 
SANTA SOFIA.
 Il Mosaico Deisis
Mosaico con Comneno

 Mosaico dell'abside



Sant’Irene. Una delle più antiche chiese cristiane della città. Fondata su un tempio pagano forse da Costantino Magno, che la dedicò alla Pace divina, si deve nella sua forma attuale a Costantino V (741-775). Chiesa patriarcale, fu sede del primo concilio ecumenico di Costantinopoli, celebrato nel 381 ai tempi del papa Damaso e dell’imperatore Teodosio I. Vi si definì che lo Spirito Santo è veramente Dio, come il Padre e il Figlio. Dopo la conquista ottomana del 1453, Sant’Irene fu trasformata prima in arsenale, poi in museo.


Sopra: andando al porto, si può prendere il traghetto e fare una "gita navale" nel
"Corno d'Oro" passando sotto il ponte sul Bosforo.



IL GRAN BAZAR
Il gran bazar è un importante centro commerciale di Istanbul: interessante l'opera degli orefici.

           
IL MERCATO DELLE SPEZIE.

Il Mercato delle Spezie (Spice Bazar, Misir Carsisi) è uno dei Bazar coperti più vecchi di Istanbul. Questo mercato Egiziano è rinomato per le sue spezie, prodotti di erboristeria, frutta secca, cibi, medicinali naturali, semi, radici di piante. E’ aperto dal Lunedì al Sabato.


E, infine le principali attrattive di Instanbul: la danza del ventre e la banda dei giannizzeri.