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Il Triassico è il primo periodo dell'èra Mesozoica, spesso chiamata Era dei Rettili; all'inizio i deserti si estendevano sulla mag- gior parte della superficie terrestre, ma la successiva mitigazione del clima e le piogge abbondanti produssero grandi distese di foreste. Molti degli invertebrati del Triassico, sia acquatici che terrestri, rappresentano delle forme intermedie fra le forme tipiche precedenti e i gruppi attuali.
Fra i vertebrati marini di questo periodo erano compresi oltre ai pesci anche alcuni rettili ritornati all'ambiente acquatico, mentre alcuni anfibi divennero animali esclusivamente d'acqua dolce. Tutti questi animali si trovarono a combattere una lotta impari contro i rettili che sulla terraferma continuavano ad aumentare in numero e varietà.
Fra le molte varietà di rettili che si vennero a formare in questo periodo ve n'è una, quella dei dinosauri, che ha colpito l'immaginazione umana più di ogni altro animale preistorico. I dinosauri del Triassico però, a differenza di quelli che dominarono nel resto dell'era Mesozoica, non avevano dimensioni enormi. I dinosauri appartengono al gruppo dei rettili chiamati Archosauria, che comprende coccodrilli e rettili alati, contraddistinti dagli altri rettili da due fosse nella regione temporale del cranio. Una gran parte dei dinosauri camminava sulle zampe posteriori ed era in conseguenza fornita di una possente coda che bilanciava il peso anche se non aboliva completamente la posizione un po' inclinata del corpo. La nuova posizione ambulatoria assunta da questi rettili portò delle modificazioni nella struttura ossea, soprattutto delle costole e del bacino. Anche gli altri dinosauri, quelli che continuarono a servirsi delle quattro zampe per camminare, avevano quelle anteriori più corte di quelli posteriori. Benché i dinosauri più antichi fossero carnivori, la maggioranza dei giganteschi dinosauri che seguirono era erbivora.
Nell'evoluzione dei dinosauri fu per noi molto importante lo sviluppo dei sinapsidi, un gruppo di rettili simili ai mammiferi. Questo gruppo, apparso nel Permiano e ben rappresentato nel Triassico - ne sono stati trovati molti fossili nell'Africa meridionale -, ci offre utili indicazioni circa il graduale sviluppo delle caratteristiche dei mammiferi. Anzi, alcuni di essi - i terapsidi - sono tanto simili ai mammiferi da essere talvolta classificati come tali; ciò non deve stupire perché i caratteri distintivi dei mammiferi (sebbene essi possano essere definiti anche in base alla loro struttura scheletrica) non sono soggetti a fossilizzazione.
I mammiferi si distinguono infatti dagli altri vertebrati perché (tranne che per i piú primitivi tra essi, i monotremi) gli embrioni si sviluppano nel corpo materno dal quale ricavano il loro alimento, e dopo la nascita vengono allattati per un certo periodo. Il periodo dell'allattamento, inoltre, crea una fase particolare nella vita dei piccoli mammiferi, quella dell'apprendimento dai genitori. I mammiferi sono animali a sangue caldo, hanno cioè una temperatura costante anche se quella ambientale subisce degli sbalzi, e il loro corpo è coperto di peli per l'isolamento termico. Inoltre il loro cervello è proporzionalmente piú grande che negli altri animali.
rettili sinapsidi del tardo Triassico devono essere stati molto simili ai mammiferi: probabilmente dovevano essere anch'essi a sangue caldo e forniti di peli; d'altra parte i primi mammiferi del Triassico, gli alloteri, dovevano per molti aspetti essere simili ai rettili e deponevano uova, come fanno ancor oggi i monotremi.
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Sopra: un esempio di come non tutti i dinosauri avevano dimen- sioni gigantesche: lo Scleromo-
chlus del Triassico era lungo circa 20 cm ed aveva un ossatura leggera.
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Sopra: scheletro dell'Iguanodon atherfieldensis, un erbivoro del Cretaceo, alto circa 2,70 metri.
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